Gioco d’azzardo, urge un nuovo regolamento dal nuovo governo

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Le imminenti elezioni porteranno inevitabili sconvolgimenti al governo. Il nuovo esecutivo avrà l’obbligo di sistemare i settori in una situazione ancora ambigua, dando precedenza a quelli con maggiore incidenza sulla vita dei cittadini. Il gioco d’azzardo, alla luce dei numeri fatti registrare negli ultimi anni, merita un ruolo di rilievo.

La filiera ha ottenuto una raccolta di circa 96 miliardi di euro nel 2016, l’ultimo anno per cui sono stati diramati i dati ufficiali. Le proiezioni per il 2017 seguono la stessa linea, almeno in base a quanto avvenuto nei primi sei mesi. Le casse dello Stato dovrebbero quindi incassare circa 10 miliardi di euro, una cifra non indifferente per l’erario. Gli italiani hanno infatti perso quasi 20 miliardi in un anno, con una media superiore di un euro al giorno speso da ogni maggiorenne del Paese. In questa situazione l’intervento dello Stato non può che configurarsi come indirizzato a una diminuzione dell’offerta presente sul territorio. A inizio 2016 le macchinette (AWP e new slot) erano più di 400.000, poi il governo Renzi ha previsto una diminuzione del 34% entro la fine del 2018, per arrivare a circa 240.000. Il taglio non è ancora stato attuato nella sua completezza, ma la proposta potrebbe essere portata avanti con maggiore decisione dal nuovo esecutivo. In attesa del 4 marzo e delle sue conseguenze, la campagna nazionale contro i rischi del gambling “Mettiamoci in gioco” ha chiarito i punti su cui costruire i prossimi cambiamenti per contrastare il gioco d’azzardo patologico.

Un aspetto di rilievo sarà costituito proprio dalla riduzione a un terzo dell’offerta complessiva del settore. L’Osservatorio nazionale si applicherà per autorizzare le modifiche, prevedendo cambiamenti anche drastici nel numero di apparecchi a disposizione dei giocatori. Probabilmente la strada seguirà alcuni provvedimenti già previsti, come la concessione di sgravi fiscali per i locali “no slot” e l’aumento del costo della licenza con cui è possibile proporre apparecchiature. Inoltre, si auspica un sistema per limitare l’accesso a ogni tipo di gioco d’azzardo tramite la tessera sanitaria, per poi creare un registro online contenente i dati dei giocatori che desiderano escludersi da ogni forma di scommesse. Un ulteriore punto sarà il divieto assoluto delle pubblicità relative al settore, sebbene questo provvedimento rischia di mettere in difficoltà alcuni media. Nel 2016 infatti la spesa nel settore delle aziende di gambling è stata di circa 71 milioni di euro, introiti a cui difficilmente l’industria dei mezzi di comunicazione può rinunciare.

Un altro obiettivo è garantire maggiore libertà a Regioni ed Enti locali nel regolamentare l’offerta del gioco d’azzardo sul territorio. Se la situazione legislativa nazionale richiede tempi piuttosto lunghi per i cambiamenti, province e comuni possono intervenire con maggiore consapevolezza di quanto avviene nella zona. Infine, si conta di aumentare le risorse per i servizi ai giocatori affetti da disturbi da gioco d’azzardo. A dicembre sono stati destinati circa 45 milioni di euro alle regioni per poter rafforzare i programmi di assistenza. La prevenzione interesserà le scuole, con la speranza di fornire ai ragazzi una cultura del gioco consapevole e maggiore coscienza sui rischi connessi alle scommesse. Una serie di iniziative interessanti e potenzialmente molto efficaci, che il nuovo governo sarà chiamato a mettere in pratica. Non è così scontato, con tutti i problemi che rischia di trovarsi ad affrontare.

Fonti:
Mettiamoci in Gioco – Campagna contro il gioco d’azzardo
Gaming Report | Giochi e Recensioni dei Casino Online
Agenzia delle dogane e dei Monopoli – Giochi

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