Cresce il numero delle persone in trattamento per DGA, il Disturbo da Gioco d’Azzardo, nel Lazio. Ma i dati raccontano solo una parte del fenomeno.
Secondo la “Relazione sul fenomeno delle dipendenze nel Lazio 2025”, gli utenti presi in carico dai servizi pubblici sono saliti a 1.129, con un incremento del 16% rispetto all’anno precedente. I nuovi ingressi sono stati 429, pari al 38% del totale. Un aumento che segna il ritorno ai livelli precedenti alla pandemia, dopo il calo registrato durante l’emergenza sanitaria. Il rapporto, però, sottolinea anche come questi numeri siano ancora “poco consistenti rispetto al problema percepito dagli operatori sanitari”. C’è, infatti, una vasta area di sommerso: molti giocatori problematici non arrivano mai ai servizi di trattamento.
Il dato più allarmante riguarda i giovani. Gli utenti tra i 14 e i 25 anni sono 121, circa l’11% del totale delle persone in trattamento, e oltre la metà di loro è costituita da nuovi ingressi. A preoccupare è soprattutto l’età media del primo contatto con l’azzardo, scesa a 16,5 anni. La relazione parla poi di una “criticità sistematica”: quasi la metà dei giovani in trattamento (48,7%) ha iniziato a giocare tra i 14 e i 17 anni, con un comportamento che diventa continuativo mediamente a 18,5 anni. Quando il gioco diventa legale, ma anche quando l’abitudine è ormai consolidata.
Per contrastare il gioco d’azzardo patologico, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha previsto una serie di strumenti di tutela, soprattutto per i minori. “In Italia è vietato l’accesso ai giochi con vincita in denaro ai minori di 18 anni, sia nelle sale fisiche sia sulle piattaforme online autorizzate, – ci ricorda Elena D’Angelo della redazione di Slotjava.it -, e gli operatori con licenza ADM devono verificare l’identità degli utenti, impedire l’apertura di conti di gioco ai minorenni e adottare sistemi di controllo sull’età”.
“Sul fronte del gioco responsabile, poi, le piattaforme devono mettere a disposizione diversi strumenti come i limiti di deposito, di spesa e di tempo di gioco. Ma non solo, ci sono anche gli strumenti di autoesclusione temporanea o permanente, i messaggi di avvertimento sui rischi del gioco eccessivo e il monitoraggio dei comportamenti anomali”, continua l’esperta di Slot Java, che aggiunge: “ADM gestisce inoltre campagne informative e controlli sul territorio per contrastare il gioco illegale e prevenire il GAP e il nuovo piano strategico 2025-2027 prevede anche investimenti in tecnologie di intelligenza artificiale per monitorare in tempo reale i comportamenti di gioco e individuare pattern ad alto rischio”.
È importante leggere i dati prima che sia troppo tardi. Perché il dato più drammatico emerso dalla relazione è il divario tra l’insorgenza del problema e la richiesta di aiuto: se il primo contatto con il gioco avviene mediamente a 16,5 anni e il comportamento continuativo a 18,5, l’ingresso nei servizi di cura arriva solo intorno ai 21,4 anni. Passano tanti, troppi anni prima che il disagio venga riconosciuto e affrontato. Per questo la prevenzione conta più della cura: intervenire precocemente nelle scuole, nelle famiglie e nei luoghi frequentati dai giovani può evitare che un’abitudine occasionale si trasformi in una dipendenza difficile da trattare.







