Intervista a Armando Vitolo, vincitore Latinense del Rischiatutto : “Io, Latina, Il rischiatutto e Sordi”

Ha portato la bandiera di Latina al rischiatutto targato Fazio, e l’ha portata abbastanza in alto: battute, spigliatezza, look e soprattutto la vittoria dell’ambito montepremi durante una puntata, grazie al suo cavallo di battaglia e “materia” prescelta: Alberto Sordi. Armando Vitolo ha accettato di rispondere in esclusiva per latinapress ad alcune domande, levandoci qualche curiosità sull’esperienza in Rai, il suo rapporto con la città e soprattutto su com’è davvero Marzullo

 Prima domanda: come ti è venuto in mente di partecipare al rischiatutto?E come considereresti l’esperienza totale?

Beh adoro le trasmissioni storiche della Rai e ho detto perché no?! Vediamo cosa succede! L’esperienza é stata veramente intensa e indimenticabile

 Era la prima volta che andavi in tv?

No avevo già partecipato ad un quiz della Rai tempo fa

A cosa dobbiamo tutta la tua scioltezza? (che secondo la dubbia teoria di Fabio Volo, che anche ha notato la tua”tranquillità”, deriva da una vicinanza di Latina a Roma e quindi “al mondo dello spettacolo?)

Al fatto che ho di mio una faccia da c…. e difficilmente sono a disagio con qualcuno. Col tempo ho cominciato a coltivare la passione dell’attore e sono anche regista di una Compagnia teatrale amatoriale “Gli Sgarzoli”.

Dicci un pò del dietro le quinte: allora, com’erano Fazio, le sue vallette, giù giù fino agli esaminatori del primissimo giorno? Ma soprattutto, com’era Marzullo che eri piuttosto contento di vedere (hai detto anche che rispondere ad una sua domanda era un tuo sogno “anzi, fargliene io una a lui”?)

  Tutte persone gentilissime il Sign. Marzullo è il mio “padrino” mi ha portato aBattesimo in questa esperienza sin dai provini dove abbiamo riso da matti ed era presente anche il giorno dellafinale. Oh per la cronaca la “domanda” alla fine gliel’ho fatta e a breve saprete cosa ha risposto.

La passione per Sordi ti è stata tramandata o è tutta farina del tuo sacco?

È in assoluto la mia fonte di citazionipreferita. Amici e parenti sono ossessionati dalla cosa e ormai rispondono ai miei “tormentoni” con altritormentoni”. Da piccolo però erano i miei genitori come tanti italiani a farmi vedere i suoi film

Se avessi dovuto scegliere un argomento Latinense-pontino, quale avresti scelto? In cosa sei ferrato della nostra zona?

Forse la “Bonifica” un argomento che mi ha sempre affascinato e che racconto sempre a chi non ha idea di come è nata Latina.

 Qual’è il complimento che più ha apprezzato venuto dal cast del rischiattutto?

Devo dire che ho fatto il pieno dai BIG. Con Panariello abbiamo parlato in toscano e si è molto complimentato per la conoscenza che avevo di lui e del resto e per la simpatia (“Ma tu hai parenti toscani?”). Pozzetto è venuto a dirmi “Sei un personaggio…tienilo a mente!” e con Cochi abbiamo fatto un piccolo siparietto in cui io facevo Sordi (!!!). E infine Luciana Littizzetto con la quale come si vede anche in trasmissione c’è stato subito sintonia e grandi complimenti. Il più grande però veniva dalle persone dietro le quinte che sorridevano appena mi vedevano e con le quali si scherzava di continuo.

 Il tuo provino era in stile Enrico Ghezzi (il creatore di Blob, cioè era un monologo non in sinc). Grandissima idea. Come ti è venuta però?

Perché la mia passione è il cinema e Ghezzi è “cinema” o per dirla come direbbe lui “oltre il cinema cè Ghezzi”. È grazie alla sua passione se ho potuto alimentare la mia. E sogno un giorno di poter entrare anche solo per un secondo in “Blob”. Chissà

Quanto tempo è passato dalla tua “application” alla chiamata alle armi?

Dopo l’invio del video: 1 giorno. Poi un mese dal primo provino. E poi tra comunicazioni e convocazioni quasi 1 anno.

Cosa penserebbe Sordi di Latina, secondo te?

Direbbe sicuramente “A Latina ci ho vissuto (n.d.r.: come Sottotenente Alberto Innocenzi nel film “Tutti a casa” del 1960 di Luigi Comencini) con mio padre (Eduardo De Filippo) e ho avuto anche più di una casa al mare (n.d.r.: a Sabaudia per la precisione nel film “Amore mio aiutami” del 1969 di Alberto Sordi).

Con che battuta la descriverebbe?

So stato anche imprigionato allo Stadio Francioni dai nazisti (n.d.r.: come Mimmo Adami nel film “Polvere di stelle” del 1973 di Alberto Sordi)

 L’esperienza al Rischiatutto ha portato ad altre proposte?

Si…ma incrocio le dita e non dico nulla per ora

Quale altra Vitolo-experience dobbiamo attendere?

Restate sintonizzati e, se tutto gira come deve, lo scoprirete

Un ultima domanda: la Mitica casa di Alberto Sordi, a Roma in Via Druso, accanto alle terme di Caracalla ( leggenda vuole “soffiata” dall’Albertone a Vittorio De Sica, lasciandolo “tristissimo”), è ora finalmente visitabile, secondo Carlo Verdone “a inviti, gratuitamente, e solo per i veri amanti di Sordi”. Allora, l’invito è arrivato?

Si direttamente da Gianni Faralli, Presidente della “Fondazione Museo Alberto Sordi” che mi ha contattato anche a nome di Carlo Verdone della “Fondazione Alberto Sordi per i giovani” per congratularsi e invitarmi. Ne sono davvero felicissimo

Anche noi per te. Grazie ancora Armando!

Rispondi a

Please enter your comment!
Please enter your name here