Da qualche tempo diversi cittadini di Latina segnalano la presenza sempre più evidente di pappagalli che svolazzano rumorosamente tra gli alberi in varie zone della città. Una presenza curiosa e colorata, che non è passata inosservata e che viene spesso documentata anche sui social, dove residenti condividono foto e video degli uccelli mentre si muovono agilmente tra le fronde, apparentemente perfettamente a loro agio nel contesto urbano.
Le segnalazioni arrivano da più quartieri e aree verdi della città e dei dintorni, segno che non si tratta di avvistamenti isolati ma di una presenza ormai stabile e diffusa. Come chiarito anche da alcuni cittadini più informati, non si tratta di semplici pappagalli, bensì di parrocchetti, una specie che da anni sta colonizzando diverse zone d’Italia, comprese molte aree del Centro.
I parrocchetti sono considerati a tutti gli effetti una specie invasiva, capace di creare problemi sia agli ecosistemi locali sia alle attività umane. La specie più diffusa anche nell’area di Latina è quella dei parrocchetti dal collare, originari dell’Africa tropicale e dell’Asia meridionale. Riconoscerli è piuttosto semplice: hanno un piumaggio verde brillante, una lunga coda con riflessi bluastri, un becco rosso ricurvo e, nei maschi adulti, un caratteristico collare nero e rossastro attorno al collo.
Secondo quanto riportato da siti specializzati come Parrotnet, la loro presenza in Europa è dovuta principalmente a fughe accidentali o liberazioni da parte di privati, seguite da un rapido adattamento all’ambiente urbano.
Uno degli aspetti più critici è la loro straordinaria capacità di riproduzione: le colonie possono crescere molto rapidamente, arrivando a raddoppiare nel giro di pochi anni. I parrocchetti tendono a stabilirsi in città o in prossimità di frutteti, campi coltivati e aree agricole. Nidificano su alberi di alto fusto, costruendo grandi nidi che possono superare anche i 100 chili di peso, con il rischio di spezzare i rami.
Sono inoltre animali molto voraci e possono provocare danni significativi a orti, frutteti e coltivazioni, rappresentando una minaccia concreta per l’economia agricola locale.







