Nel giugno del 2024, un ragazzo di 16 anni era stato brutalmente aggredito in centro a Latina, scatenando un allarme sociale per la violenza giovanile. L’episodio era avvenuto nel quartiere dei pub, in seguito a un futile screzio di qualche giorno prima, un presunto “sguardo di traverso” rivolto dall’adolescente al suo aggressore.
Un diciannovenne di origine straniera, con la scusa di un chiarimento, aveva attirato il minore in un’area appartata. L’incontro, tuttavia, si era rivelato un’imboscata: aveva afferrato la vittima per il collo e l’aveva colpita in pieno volto con una bottiglia di vetro. Il colpo aveva causato ferite gravissime, tra cui la frattura del setto nasale, lesioni ai denti e al labbro, che avevano reso necessario un intervento chirurgico e una prognosi di 40 giorni.
L’aggressore era stato arrestato con l’accusa di lesioni personali aggravate e porto abusivo di arma impropria. La premeditazione e la gravità dei fatti avevano evidenziato come un banale diverbio tra giovanissimi potesse degenerare in un atto di inaudita violenza.







