Criminalita’ in aumento a Roma e Latina, stabile a Frosinone, Rieti e Viterbo: questi i risultati del rapporto dell’Osservatorio regionale per la legalita’ del Lazio , sulla sicurezza e sull’andamento della criminalita’ nella Regione presentato oggi dalla presidente Renata Polverini, insieme all’assessore ai Rapporti con gli Enti Locali e Politiche per la sicurezza, Giuseppe Cangemi, e al presidente dell’Osservatorio, Rosario Vitarelli. Il lavoro, un volume di 450 pagine, e’ il frutto di un’analisi comparata e approfondita dei reati relativi a cinque anni, dal 2006 al 2010.
Lo studio si basa sul calcolo di un indice di delittuosita’ o tasso di criminalita’ delle singole realta’ comunali, dividendo il territorio in sei classi di rischio: l’indice e’ il risultato del rapporto fra il numero dei delitti e l’ammontare della popolazione media degli abitanti e consente di rilevare il numero di reati commessi in un anno ogni 10mila abitanti.
L’ammontare dei reati annualmente denunciati nelle singole province del Lazio si attesta attorno a valori che non denotano particolari fluttuazioni nell’ultimo quinquennio, fatto salvo il caso della provincia di Roma dove si registra, dal 2006 al 2010, un rilevante calo (di circa il 19,3%) degli atti criminosi; rispetto al 2009 pero’ il dato della capitale per il 2010 denota un aumento di delitti del 4,9%. Roma resta nella classe di rischio piu’ alta, come anche molti centri del litorale fra i quali Ardea e Pomezia: indice piu’ alto in assoluto, addirittura superiore a quello romano, e’ quello di Fiumicino, in cui le forze dell’ordine registrano mediamente 1.122 denunce di reato l’anno ogni 10mila abitanti, complice la presenza dello scalo aeroportuale internazionale. Nella provincia di Latina poi, rispetto al dato del 2006, nel 2010 le denunce sono cresciute di circa il 10%.






