Schede elettorali sostituite o distrutte, matite non indelebili, minacce nei seggi durante lo scrutinio. In una sola parola una valanga di brogli elettorali che sono diventati oggetto di un espostodenuncia predisposto dagli avvocati Luigi Di Mambro e Luca Petrucci per conto di Partito Democratico, Italia dei Valori, Api, Sinistra Ecologia e Libertà, Lista “Sì per Latina”, “Latina Capitale”, “Insieme per Latina Alleanza di centro”, lista “Latina Agricoltura Mare Turismo”, Sinistra per Latina oltre all’Osservatorio sulla legalità del voto, organismo quest’ultimo istituito dal Pd. Nell’esposto, depositato ieri dall’avvocato Alessandro Aielli in Procura e in Questura, i segretari firmatari, fornendo un primo elenco di riscontri e testimonianze e riservandosi di allegare altre prove, ritengono che «il numero di schede annullate ai propri candidati sindaci, nonché le schede palesemente nulle arbitrariamente attribuite a Di Giorgi, siano superiori ai 770 voti che hanno “regalato” il passaggio al primo turno di cui provvisoriamente beneficia oggi, in attesa delle indagini e del prossimo ricorso al Tar, il candidato del centro destra». Nell’esposto si ipotizzano reati quali il furto aggravato, le minacce, il voto di scambio e l’esercizio di pressioni sulla libertà del voto oltre agli ostacoli alla regolarità delle operazioni di voto e scrutinio rispetto ai quali si chiede al di fare chiarezza oltre che di «disporre il sequestro delle schede e dei verbali oggetto delle operazioni di voto». Il tutto citando fatti e circostanze come il caso di candidati che hanno espresso il voto per se stessi ma non hanno rinvenuto la relativa scheda all’esito dello scrutinio oppure il frequente uso di cellulari per fotografare le schede e rendere conto del voto. L’esposto sottolinea ancora che «un numero di schede palesemente nulle, circa 2500, sarebbero state indebitamente attribuite come voti validi a Di Giorgi in seguito a minacciose condotte di rappresentanti di lista a lui collegati». Le elezioni di Latina sono quindi diventati un caso nazionale tanto che dell’iniziativa si stanno occupando Walter Veltroni, Antonio Di Pietro, Francesco Rutelli e Nicki Vendola che intendono far arrivare la questione in sede parlamentare.
Elena Ganelli dal Corriere Pontino del 21 maggio 2011







