L’ex sindaco di Latina Vincenzo Zaccheo torna sulla vicenda che nei giorni scorsi lo ha visto rinviato a giudizio per aver dato dell’incompetente ad un funzionario regionale , accusandolo di aver bocciato il progetto della metro leggera. «Se non si contestualizzano il momento storico, i costi politici e istituzionali che hanno consentito di far dirottare su Latina il finanziamento da parte del Cipe di ben 81.500.000 Euro, a totale carico dello Stato – afferma Zaccheo – per realizzare la metropolitana leggera di superficie; i ritardi immotivati dell’Ufficio VIA della Regione che rischiavano di far perdere quella cospicua destinazione di risorse, mai più ripetibile in considerazione della grave crisi della finanza pubblica; se, insomma, non si mettono insieme duri impegni per creare condizioni di raccordi istituzionali e di governo, ragioni e obiettivi strategici mirati a modernizzare la città che sembravano vanificarsi solo per immotivate lungaggini burocratiche da parte di alcuni ben individuati settori regionali, non si riesce a comprendere il legittimo, umanissimo, sfogo di un sindaco che vede traditi impegno, dedizione, amore e passione per la sua città e il bene comune». Zaccheo ammette, inoltre, che «il mio è stato sicuramente un giudizio politico a caldo, oltre le intenzioni di voler recare offesa a qualcuno, dettato però solo dalla comprensibile amarezza del momento scaturita dalle perduranti lungaggini burocratiche frapposte dall’Ufficio V.I.A regionale che rischiavano, se non fosse intervenuto presso il Cipe lo stesso Presidente della Giunta Regionale, Pietro Marrazzo, di far perdere quel finanziamento che resta un vanto legittimo della mia amministrazione». Zaccheo precisa ulteriormente: «Devo comunque dare atto al Presidente Marrazzo della sensibilità dimostrata nel comprendere la delicatezza del problema e nell’assumere personalmente l’iniziativa di scrivere, con nota del 17 novembre 2008 indirizzata all’on. Gianfranco Miccichè, all’epoca sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio e Segretario del Cipe, che la metro tranvia di Latina rappresentava un’opera di valenza strategica e che pertanto doveva essere mantenuto il finanziamento richiesto, garantendo nel più breve tempo possibile la conclusione dell’iter burocratico per il rilascio del parere VIA».
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