Lo aveva promesso Andrea Palombo parlando alla folla radunata nel cortile della palazzina del Nicolosi quel pomeriggio del 15 gennaio scorso: la ricostruzione sarebbe partita da lì e in tempi brevissimi avrebbe segnato la rinascita di un quartiere popolare storico. E oggi, a due mesi da quell’annuncio, ecco i fatti. I lavori, per due bloccati dall’inerzia delle amministrazioni locali, sono già in dirittura di arrivo, grazie alla sua impresa e alle risorse messe a disposizione da una cordata di aziende pontine che hanno risposto all’appello. Il 15 gennaio una cerimonia ufficiale ha aperto i lavori per la ricostruzione, alla presenza delle autorità militari, dei residenti del quartiere, di tanti cittadini e di ben pochi politici e amministratori locali. Sulla carta, 12 nuovi appartamenti da consegnare entro tre mesi, non solo rimessi a nuovo dopo il crollo dell’ottobre del 2008, ma completi perfino di arredamenti e utensili. La verifica è arrivata. I tempi saranno rispettati. La parte strutturale e muraria della palazzina di via Grassi distrutta dall’esplosione di una fuga di gas da una bombola è stata completata. E sono stati terminati anche gli impianti idraulici ed elettrici di sei appartamenti, dotati anche di impianti del gas e riscaldamenti autonomi. All’esterno il palazzo è ancora impacchettato, coperto da impalcature e teli. Ma per veder completati definitivamente i lavori di ricostruzione si dovranno attendere solo alcune settimane. Poi i 12 appartamenti della palazzina del Nicolosi saranno riconsegnati ai proprietari. Sulla carta l’importo dei lavori, calcolato dall’Ater, sarebbe stato di 700mila euro. Ma l’impegno delle aziende private, guidate da Andrea Palombo, ha permesso una rivoluzione. Ogni imprenditore pontino ha infatti partecipato non solo con denaro, ma soprattuto con mezzi e risorse proprie, operai, materiali edili, impianti, contribuendo direttamente alla realizzazione delle opere. Tra una settimana, annuncia Palombo, è previsto un primo sopralluogo nella palazzina da parte della stampa.
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Laura Pesino dal Corriere Pontino del 21 marzo 2011







