Così l’ex sindaco di Latina Vincenzo Zaccheo sul contenuto del video mandato in onda il 14 e 15 aprile 2010 da Striscia la notizia , la cui perizia, effettuata dai tecnici del Tribunale Civile di Roma ha evidenziato come la sottotitolazione del TG satirico di canale 5 rispetto alla presunta frase non dimenticarti delle mie figlie che Zaccheo rivolse al neo Governatore della Regione Lazio, Renata Polverini, non fosse corrispondente alle parole effettivamente pronunciate non dimenticarti degli impegni per la mia città e per il territorio pontino.
“Ci sono voluti tempo e pazienza – continua Zaccheo – ma alla fine i risultati dell’accertamento tecnico condotto dal CTU sgomberano il campo da ogni equivoco circa la correttezza del mio comportamento nei confronti di una città, Latina, che ho sempre servito con passione politica e nel pieno rispetto dell’interesse generale. Ringrazio la mia famiglia, e in particolare le mie figlie, per essermi state vicine in questi mesi e per aver messo a disposizione la loro tenacia e la loro professionalità al fine di ristabilire la verità nei confronti della cittadinanza e dell’opinione pubblica. Restano tuttavia da chiarire – continua Zaccheo – molti punti oscuri di questa torbida vicenda e in particolar modo come mai, per ben due volte, e con due versioni diverse, Striscia la Notizia abbia riportato una sottotitolazione errata della frase da me rivolta al Presidente Polverini, che, come ormai evidente, era tesa solo e semplicemente a caldeggiare, nella mia veste istituzionale, gli impegni per il bene e per lo sviluppo della mia città e del territorio pontino. Al di là della mia vicenda personale, che ho vissuto con totale serenità nella piena convinzione di una soluzione positiva, resta il rammarico che proprio la città di Latina, lasciata ormai da mesi in una situazione di immobilismo e senza una guida politica, sia la principale vittima di tutta questa storia”.
Allo stato – dichiara l’Avvocato Leone Zeppieri – le risultanze processuali acquisite in sede civile dimostrano inequivocabilmente che il taroccamento del video era finalizzato esclusivamente a porre delle false condizioni per sfiduciare il sindaco Zaccheo non potendo rinvenirsi altre ragioni di natura politico e/o morale per giustificare l’azione di sfiducia. Tale improvvida condotta potrebbe eventualmente costituire oggetto di valutazione da parte della Procura della Repubblica in ragione di fattispecie penalmente rilevanti autonomamente ed indipendentemente dalle scelte operate dall’Onorevole Zaccheo che ha ritenuto di intraprendere la via del processo civile.







