L’inaugurazione del nuovo anno giudiziario al Tar di Latina rappresentare anche quest’anno l’occasione per fornire un bilancio dell’attività della giustizia amministrativa e per circoscrivere criticità del territorio e nodi irrisolti nella pubblica amministrazione. è la materia edilizia, con particolare riferimento all’abusivismo edilizio, ancora una volta, a riempire la mole più consistente dei ricorsi. Segno evidente di una sostanziale inerzia delle amministrazioni locali. Lo sottolinea lo stesso presidente del Tar Francesco Corsaro nella sua relazione, usando parole dure per gli enti che dovrebbero intervenire e che invece «non esercitano il potere repressivo con la sollecitudine che la tutela dei vincoli richiede». Il presidente Corsaro punta il dito contro la «distrazione» degli organi che dovrebbero vigiliare e contro «pigrizia dell’attività repressiva ». Ne è una prova il fatto che sempre più spesso l’opera edilizia da demolire non sia un semplice piccolo abuso di una veranda o di una stanza aggiunta all’abitazione, ma un intero manufatto già costruito. «Desta poi preoccupazione – aggiunge il presidente – il fatto che l’abusivismo edilizio si registra in maggior misura proprio nelle aree presidiate da discipline che precludono la facoltà di costruire e dove sono più intensi i vincoli urbanistici ». Quanto ai numeri, i ricorsi urbanistici arrivati alla sezione pontina del Tar nel corso del 2010 sono stati 575 su un numero complessivo di 1255. Rispetto all’anno precedente si contano dunque 79 ricorsi in più, un aumento assorbito in gran parte dai problemi del pubblico impiego, dovuti soprattutto alle impugnative delle graduatorie scolastiche. Del totale di ricorsi sopraggiunti alla sezione pontina, 798 riguardano la provincia pontina, 379 quella di Frosinone, con un rapporto, rispetto al numero di abitanti, di 1 a 692 nel primo caso e di 1 a 1313 nel secondo. Un ultimo aspetto sottolineato nella relazione inaugurale del presidente riguarda la definizione dei procedimenti: su 1255 nuovi ricorsi ne sono stati definiti 2042, con un saldo attivo di 787 unità. Oltre 1300 sono stati i decreti decisori e 628 le sentenze brevi, di cui 46 in forma semplificata. Ma, nonostante il saldo attivo, resta irrisolto il problema dello smaltimento dell’enorme mole di arretrato nei giudizi di merito.
Laura Pesino dal Corriere Pontino del 6 marzo 2011







