Di Mambro: «I rilievi epidemiologici effettuati decenni dopo la chiusura della centrale». L’accusa arriva dal responsabile politiche ambientali del Partito Democratico Luigi Di Mambro il quale, rispetto ai risultati dello studio in questione, sottolinea come le «conclusioni arrivano poco dopo il voto del 24 ottobre 2010, con cui il Consiglio Regionale del Lazio ha messo in minoranza l’opzione nucleare. Secondo quanto si apprende – prosegue – i rilievi dell’Indagine risultano concentrati nei decenni successivi alla chiusura delle due centrali, quelle di Borgo Sabotino e del Garigliano, e pertanto equiparabili ad un test sull’inquinamento fatto a motore spento». Secondo l’esponente del Pd dai primi dati sulle conclusioni dell’Indagine, non risulterebbe essere tra l’altro valutato il fattore dei ricoveri “extraterritoriali”, vale a dire quelli relativi a utenti del Servizio sanitario non residenti nelle Asl nel cui distretto sono ubicati i due impianti dimessi. «Il dato politico che emerge è la sospetta tempistica della pubblicizzazione dell’Indagine, a poca distanza dal voto della Pisana che ha bocciato trasversalmente il ritorno al vecchio e costoso carrozzone del nucleare. In realtà gli interessi politici sul “business” nucleare sono fortissimi. Prima e dopo la firma del protocollo Italia-Francia sottoscritto il 24 febbraio 2009 – prosegue Di Mambro – si sono consolidate aspettative poco chiare che coinvolgono alcuni imprenditori e mediatori vicini ai vertici di alcuni partiti, decisi a condurre in porto ad ogni costo l’affidamento di appalti milionari per Ansaldo “E.D.F.” ( l’Ente francese per l’energia), Sogin e imprese sub-appaltatrici. Si tratta di cifre preventivate in centinaia di milioni di euro per ogni unità di reattore, e tra l’altro di “commesse” destinate ad essere pagate con denaro pubblico (cioè “caricate” sulle bollette Enel ), essendo il nucleare uno dei pochi settori finanziati direttamente con risorse statali, e di totale gestione pubblica attesa la natura del materiale prodotto, che è uranio arricchito. La posizione del Pd è chiara: vogliamo – conclude la nota – una verifica ufficiale e attendibile sul sito di Borgo Sabotino anche sotto il profilo dei rischi ambientali».
Anna Maria De Blasio dal Corriere Pontino del 1 marzo 2011






