“Dietro una candidatura moderata come quella di Moscardelli, il Pd continua a mostrare posizioni estremiste e gratuitamente polemiche”. Queste le parole dell’assessore all’Ambiente della provincia di Latina, Gerardo Stefanelli, in merito alle posizioni espresse dal Partito democratico pontino sui risultati dello studio epidemiologico sullo stato di salute della popolazione residente nelle vicinanze delle centrali nucleari di Borgo Sabotino e del Garigliano.
L’assessore Stefanelli afferma “di non comprendere cosa il Pd di Latina contesti. Forse la nostra volontà di tutelare il territorio pontino e i suoi cittadini attraverso l’unico strumento che la normativa in materia consente. Ovvero una valutazione epidemiologica realizzata da un ente pubblico e da una equipe scientifica altamente specializzata, di cui il Pd, con le sue posizioni demagogiche, sembra voler mettere in dubbio la validità dell’operato. Tra l’altro – precisa Stefanelli – stiamo parlando di uno studio lungo e approfondito, commissionato con grande responsabilità e lungimiranza tre anni fa da due consiglieri regionali dell’allora opposizione, Aldo Forte e Fabrizio Cirilli. Mentre la Giunta Marrazzo non aveva mosso un solo passo in questa direzione, ma si era limitata a elaborare una legge che poi venne dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale, lasciando il nostro territorio senza alcuna tutela”.
“Il Pd, poi, sembra volutamente trascurare il fatto che la mozione con cui il Consiglio regionale si è dichiarato indisponibile ad accogliere impianti nucleari sul territorio del Lazio è passata anche grazie all’Udc. Fatto che dimostra quanto siano ancor più incomprensibili le contestazioni dei suoi esponenti che, anziché affrontare una questione così delicata con gli unici strumenti adeguati e consentiti, ovvero studi di carattere tecnico-scientifico come quello del Dipartimento di epidemiologia del Servizio sanitario regionale, si lasciano andare a polemiche strumentali che, di certo, non tutelano il nostro territorio”.
Infine, l’assessore Stefanelli annuncia che “metteremo la questione all’ordine del giorno del prossimo Consiglio provinciale, con l’obiettivo di adottare un documento comune che, facendo leva sui risultati contenuti nello studio epidemiologico, esprima una posizione che abbia le carte in regola da un punto di vista normativo e che, per questo, abbia un peso nella prossima discussione sulla collocazione dei futuri siti nucleari. Lì vedremo chi intende fare il bene dei nostri cittadini e chi, invece, continuare nelle sue posizioni inconcludenti”.






