Spese sociali falcidiate, con tagli che hanno pesantemente e progressivamente ridotto i servizi sociali sul territorio pontino. La denuncia è del consigliere regionale del Pd Claudio Moscardelli, che non risparmia critiche alla politica di via Costa. Nel mirino c’è il bonus di 20 euro al mese stanzaito dalla Provincia e destinato ad alcune famiglie che vivono un disagio economico. «Uno strumento – esordisce il consigliere del pd – che viene concesso solo a determinate condizioni e che rischia di lasciare fuori tanti pensionati e famiglie con minori». La misura economica si somma a quella dei 40 euro mensili previsti dal Governo con la social card, uno strumento che, secondo Moscardelli, ha già dimostrato gravi limiti. «Ma serve per dire che si fa qualcosa – dice – mentre in realtà le spese sociali sono falcidiate. Il fatto che il presidente della Provincia e l’assessore alle politiche sociali continuino a sbandierare questa specie di mancia, pensata come un intervento provvidenziale, rivela anche i fini populistici ed elettorali dell’operazione. è come buttare caramelle dalla finestra su una folla che se la passa male». Un contributo limitato dunque, che arriverrà a portare uno scarso beneficio rispetto al numero di famiglie bisognose che vivono nel territorio pontino. Eppure lo stanziamento complessivo ammonta a 610mila euro. Denaro che, secondo Moscardelli, in tempi di scarse risorse economiche, avrebbe dovuto essere impiegato per creare i servizi che mancano, potenziare l’assistenza domiciliare, gli asili nido, le strutture protette per gli anziani, i servizi per i disabili, per combattere la devianza minorile e creare centri diurni per i minori». Moscardelli cita quindi un recente rapporto della Regione sui servizi sociali del Lazio, da cui emerge il ritardo di Latina rispetto al resto della regione. Lo stesso rapporto pubblicato nel 2010 evidenzia la mancanza di strutture, una crescita più lenta e servizi sbilanciati. «è questa – aggiunge – la condizione di Latina rispetto alle altre province. Le risorse stanziate sono insufficienti e quelle messe in campo sono spese male, come nel caso del contributo a pioggia di 20 euro. La Regione invita la provincia di Latina ad investire in strutture sociali puntando a colmare una parte del gap che la penalizza. Noi rivendichiamo il diritto dei cittadini ad avere i servizi essenzaili. Aiuto e solidarietà civica, a chi ha perso il lavoro o alle famiglie con figli dove entra un solo stipendio, che serve a pagare il mutuo o l’affitto».
Laura Pesino dal Corriere Pontino del 28 febbraio 2011







