All’indomani della sentenza della corte costituzionale che ha ritenuto illegittimo l’articolo 4 del decreto legislativo sul nucleare, e che prevede ora il parere obbligatorio delle Regioni per la costruzione delle centrali nucleari, parere obbligatorio ma non vincolante, sulla vicenda riguardante il territorio del comune di Latina, interviene duramente Fabrizio Cirilli, leader de L’Altra Faccia della Politica, con particolare riferimento alle dichiarazioni e ai proclami roboanti che una parte della politica ha rilasciato dopo la sentenza della corte costituzionale.
“Come al solito – afferma Cirilli – si privilegia il ‘proclama’ rispetto alla realtà, dando più importanza all’apparenza che alla sostanza. E’ciò che è accaduto da parte della Regione targata Marrazzo nel merito della centrale turbogas di Aprilia, è ciò che sta accadendo oggi sulla questione dell’eventuale ritorno nel Lazio, e con buona probabilità a Latina, del nucleare. Solo per mera apparenza politica, esponenti di vari partiti all’indomani della sentenza della corte costituzionale si sono lasciati andare a dichiarazioni del tipo ‘… Ora da noi non è più possibile costruire…’. Quando poi si sottolinea sempre nello stesso intervento “… Che il parere delle Regione è obbligatorio ma non vincolante”. E’chiaro che un atteggiamento del genere manifestato attraverso tali dichiarazioni, è solo un tentativo di strumentalizzazione per avere a tempo debito strumenti per aizzare la gente contro un’amministrazione regionale a loro politicamente avversa”.
Cirilli, allora, torna come le contrapposizioni politiche su temi così delicati per il territorio non giovino a nessuno, a cominciare dai cittadini che poi subiranno la servitù. L’unica strada da percorrere allora è quella di fare quadrato sull’unica possibilità che il decreto legislativo prevede. Le osservazioni degli enti locali ai criteri di individuazione dei nuovi siti.
“ Ribadiamo – continua Cirilli – che se si vuole veramente e non strumentalmente scongiurare il rischio di un nuovo impianto nucleare sul territorio bisogna uscire dalle contrapposizioni e dal pressappochismo ed entrare nel merito della questione. E mi riferisco al vero ruolo che Regione Lazio, così come Province e Comuni, avranno quando saranno chiamate ad osservare i criteri di individuazione. E’in quel caso che bisognerà fare quadrato ed elaborare proposte che tengano in considerazione criticità che riguardano il nostro territorio. Un esempio? Pretendere che tra i criteri ci sia l’esclusione di territori dove i tumori riconducibili ad esposizione radioattiva siano di gran lunga superiore alla media. Basterebbe questo per tutelare il nostro territorio in quanto, purtroppo, sappiamo bene che a Latina i tumori alla tiroide fanno segnare una delle percentuali più alte d’Italia. Per cui un appello: usciamo dai finti proclami e lavoriamo insieme”







