Il Partito Democratico di Latina esprime la propria solidarietà al questore D’Angelo ed al dirigente della Mobile Tatarelli
Il Partito Democratico di Latina, per bocca del segretario cittadino Giorgio De Marchis, esprime solidarietà al Questore di Latina Niccolò D’Angelo ed al dirigente della Squadra Mobile Cristiano Tatarelli, a seguito della diffusione della notizia che i due hanno ricevuto una busta contenente un proiettile.
«Si tratta – afferma De Marchis – di un grave atto intimidatorio. Tutta la città deve stringersi accanto al Questore D’Angelo ed al Vice Questore Tatarelli e reagire con determinazione dopo la grave minaccia subita da parte di organizzazioni criminali. Questo gesto é un attacco a tutta Latina. Uniti diciamo che “non passeranno”!».
Il Pd sottolinea la necessità di una presa di coscienza collettiva.
«Sono tante – prosegue il segretario del Pd di Latina – le ipotesi al vaglio degli inquirenti, ma la più credibile è certamente legata al lavoro svolto dalle Forze dell’ordine negli ultimi anni, cha ha portato a diversi maxisequestri di beni appartenenti alla criminalità organizzata che opera nel territorio pontino. Alla luce di quanto sta accadendo ormai da troppo tempo in città, è fondamentale cementare la coesione sociale, è necessario che l’intera collettività faccia sentire forte la propria voce contro le infiltrazioni mafiose, per riaffermare il diritto alla legalità».
Un diritto per il quale saranno coinvolti anche i livelli nazionali.
«Scriveremo – conclude De Marchis – al segretario nazionale del Pd, Pierluigi Bersani, al fine di sensibilizzarne il coinvolgimento in questa vicenda e, più in generale, in quanto sta accadendo a Latina sotto il profilo della criminalità organizzata. La questione non può rimanere confinata al nostro territorio: serve un impegno a più alto livello affinché si riesca a combattere e a debellare questo cancro che sta minando nel profondo la nostra comunità»
Intimidazione al Questore D’Angelo- Appello di Fabrizio Cirilli: “Non lasciamo soli quelli che combattono la criminalità nella nostra città. L’indifferenza non deve più prevalere”.
“Quando nel 2003 denunciai che si stava sottovalutando la gravità della situazione legata alla criminalità a sfondo mafioso sul nostro territorio, la risposta che ottenni fu lapidaria “nel nostro territorio la mafia non esiste”. Ora, con la stessa forza di allora, voglio tornare a lanciare un nuovo appello, affinché si faccia tutto il possibile per non far sentire soli coloro che operano in prima linea per combattere la criminalità organizzata. Il rischio, infatti, è quello che ci si possa sentire soli. Ed essere vittime di questa solitudine vale da una parte per le Forze dell’Ordine che operano in prima linea e che in questo periodo stanno compiendo uno sforzo eccezionale sul nostro territorio, ma anche per i politici (non moltissimi in verità), i cronisti e i cittadini che da sempre denunciano e intendono reagire e combattere la frustrazione che si trincera nell’omertà o nell’accettazione passiva dello stato di illegalità che ci circonda.
Per una persona della mia generazione, nata e cresciuta a Latina, è quasi impensabile credere di trovarsi di fronte ad un inquietante clima di questo tipo. Così come apparentemente sembra inimmaginabile pensare di vivere in una città nella quale oggi risulta radicata la presenza di una criminalità organizzata capace di condizionare una parte dell’ economia locale, e che con spavalderia che solo in rari altri posti di Italia è presente, si permette di lanciare atti intimidatori ai vertici delle Forze dell’Ordine. Eppure i fatti e gli scenari ormai parlano fin troppo chiaro e da questa evidenza nasce la consapevolezza che qualcosa in un recente passato non ha funzionato. L’esigenza ora è quella di capire per non ripetere gli errori commessi.
Errori, forse legati alla paura di dare nome e cognome a certi personaggi e ai fatti accaduti, di cui tutti erano a conoscenza sia Latina che nel resto della Provincia, e di cui tutti si chiedevano perché nulla accadesse per fermarli. Errori legati ad un apparato dello Stato che forse per mancanza di risorse umane ed economiche, di collegamenti con le procure antimafia e quant’altro, ha trascurato in passato segnali, personaggi e situazioni. Il ragionamento di comodo che registriamo, che abbiamo denunciato e continuiamo a denunciare, è legato all’ostinarsi a considerare normale ciò che normale non è, come le numerose finanziarie che sorgono come funghi, le macchine di lusso, gli appartamenti, gli intrecci societari e i tanti soldi che girano sul nostro territorio a fronte di una economia che non ha un solo settore (industria, turismo,commercio, agricoltura, artigianato) che non sia in crisi. A fronte di quanto accaduto, la riflessione della politica, quella vera, scevra dalle irritanti dispute di parte, è legata al fatto che di fronte ad un simile scenario c’è la necessità di prestare la massima attenzione e non trascurare le questioni che ruotano attorno a coloro che operano nel settore e che, mai come in questo momento, necessitano della vicinanza di tutti.
Il rischio di essere lasciati soli esiste se pensiamo che nel merito degli ultimi trasferimenti in Italia delle forze di Polizia che hanno interessato più di 4.000 nuovi agenti (4.480), di questi solo 6 unità sono arrivate a Latina, alle quali si sono aggiunti alcuni agenti inviati da Roma per fare fronte alle emergenze della criminalità locale (omicidi, gambizzazioni e quant’altro). Allo stesso tempo però, ad agosto, sono andate in pensione 7 persone che operavano presso la Questura di Latina e sembra che altrettanti faranno lo stesso alla fine di dicembre prossimo. Risulta quindi evidente che i cosiddetti rinforzi, ad oggi, non pareggiano nemmeno lontanamente gli ammanchi avvenuti, o che presto avverranno. Agli sforzi del Questore D’Angelo per fare giungere altri poliziotti alla Questura di Latina e di tutti coloro che stanno cercando di fare la stessa cosa per gli uffici giudiziari (Procura e Tribunale), ritengo si debbano affiancare tutte le forze politiche e civiche della Provincia al fine di combattere sia la malavita che il senso di solitudine che questi episodi intendono generare.
La necessita è quella di evitare che di fronte a questi scenari possa prevalere l’indifferenza che ha contribuito a determinare l’attuale situazione. Ciò dipenderà dalla volontà di tutte le forze, sociali, politiche , istituzionali, religiose ed imprenditoriali del nostro territorio, di scendere in campo . Su tali questioni, solo la creazione di una rete civica, trasversale e non strumentalizzata dagli schieramenti e dalle contrapposizioni politiche, che pretenda risorse adeguate alla situazione e che offra vicinanza e sostegno a chi opera nel settore , potrà garantire il futuro e la vivibilità nella nostra città. Pertanto voglio lanciare un appello affinché qualcuno richieda la convocazione della Conferenza delle Istituzioni, al fine di poter attivare i parlamentari locali eletti per farli intercedere presso i Ministeri competenti per ciò che attiene l’incremento del personale e presso la Regione Lazio, al fine di riattivare l’Agenzia per beni confiscati, frutto di una legge regionale bipartisan (portata avanti da me e dall’allora collega capogruppo dei verdi Enrico Fontana)”.
la nota dell’Associazione Europea Familiari e Vittime della Strada
E’ un profondo senso di sdegno e amarezza quello che ci ha colto all’indomani della notizia del vile atto intimidatorio indirizzato ai vertici della Polizia di Stato e in particolare al Questore Nicolò D’Angelo e al capo della Mobile Cristiano Tatarelli ma che è rivolto a tutti i componenti l’organico della Questura di Latina. Una minaccia chiara e inequivocabile verso chi quotidianamente è impegnato in prima fila nella lotta contro la criminalità che in provincia di Latina si manifesta sempre con maggiore prepotenza nonostante la grande ed efficace attività delle forze dell’ordine.Noi, come Associazione e cittadini, esprimiamo tutta la nostra solidarietà alla Questura di Latina perché siamo certi che questi “avvertimenti malavitosi” contribuiranno ancor più ad incentivare la determinazione con cui da sempre si prodiga nella lotta al malaffare.Inevitabilmente ci tornano alla memoria infelici esternazioni di alcuni politici che hanno negato e (probabilmente) negheranno ancora l’esistenza di pericolose infiltrazioni malavitose nel nostro territorio. Noi non siamo con questi politici!! Non non siamo con i malavitosi!!! Noi siamo dalla parte della Questura di Latina e di tutte quelle forze dell’ordine che s’impegnano nel dare sempre maggiore sicurezza e serenità ai cittadini mettendo a repentaglio la propria incolumità, tutti i giorni, incondizionatamente.
Il Vice presidente nazionale Giovanni Delle Cave






