Un pezzo importante della storia di Latina passa il testimone. Dopo oltre nove decenni di attività, lo storico ristorante Impero, punto di riferimento della ristorazione cittadina fin dal 1934, cambia gestione. La famiglia Silvestri, che lo ha guidato ininterrottamente dalla sua apertura, ha deciso di cedere l’attività, segnando la fine di un’epoca senza però interrompere la tradizione che ha reso celebre il locale.
Domenica scorsa si è svolto l’ultimo servizio sotto la storica gestione della famiglia, un pranzo carico di emozione durante il quale tanti clienti abituali hanno voluto salutare chi, per generazioni, ha accolto cittadini, lavoratori e visitatori ai tavoli di uno dei locali simbolo del capoluogo pontino.
La storia del ristorante Impero è strettamente intrecciata con quella della città. Inaugurato appena due anni dopo la fondazione di Littoria, rappresentò il primo ristorante della nuova città. Secondo la tradizione, il primo cliente fu Benito Mussolini, in occasione di una delle sue visite legate alla nascita del centro urbano.
Nel corso degli anni il locale è diventato molto più di un semplice ristorante: un luogo della memoria collettiva, capace di attraversare generazioni mantenendo intatta la propria identità culinaria e il legame con il territorio. La famiglia Silvestri, arrivata dai Castelli Romani nel 1932, iniziò la propria attività preparando i pasti per gli operai impegnati nella costruzione della città, contribuendo così fin dalle origini alla vita della comunità.
Il futuro dell’Impero è ora nelle mani di due giovani imprenditori, che hanno rilevato l’attività con l’obiettivo di preservarne l’identità. L’intenzione dichiarata è quella di mantenere vivo il marchio storico e valorizzare la tradizione gastronomica costruita dalla famiglia Silvestri in oltre novant’anni di lavoro, coniugando il rispetto per il passato con una nuova fase di sviluppo.
Per Latina non si tratta di una chiusura definitiva, ma della conclusione di un lungo capitolo della propria storia. Il ristorante continuerà infatti la sua attività, conservando il nome che lo ha reso un’istituzione cittadina e raccogliendo l’eredità di una delle famiglie che hanno accompagnato la crescita del capoluogo fin dai suoi primi anni di vita.






