Arrivano alla nostra redazione segnalazioni sempre più preoccupate da parte dei residenti della zona autolinee di Latina, un’area che è diventata teatro quotidiano di episodi di degrado, insicurezza e violenza.
«Siamo esasperati da tutto quello che succede davanti al portone di casa nostra. Non viviamo tranquilli: abbiamo fatto esposti, chiamate ai Carabinieri, ma non ce la facciamo più. L’ultima spiaggia sarà vendere e scappare da qui», scrive una lettrice, sottolineando come la situazione stia diventando insostenibile, soprattutto per le famiglie con bambini.
Nelle ultime ore si è verificato un episodio particolarmente grave: un bambino di circa 12 anni, che stava girando con il suo monopattino, è stato aggredito da uno straniero. I residenti si sono accorti di quanto stava accadendo grazie alle sue urla disperate, «aiuto, aiuto», che hanno allarmato l’intero quartiere. L’intervento tempestivo dei Carabinieri ha portato a un arresto, evitando conseguenze peggiori.
A raccontare quei momenti drammatici è una coppia che ha assistito alla scena in prima persona:
«Io e il mio ragazzo eravamo in macchina con il bambino proprio davanti a noi, abbiamo visto tutta la scena. Il mio ragazzo è intervenuto, ha provato a farlo andare via ma questa persona non aveva buone intenzioni. Per fortuna sono arrivati i Carabinieri. Il bambino è riuscito a scappare… Non se ne può più!».
È lo stesso uomo a cui fa riferimento un’altra segnalazione arrivata in redazione, inviata dalla sorella, che ha voluto ringraziarlo pubblicamente per il coraggio dimostrato: «Credo sia giusto dire grazie a mio fratello per quello che ha fatto ieri sera e a tutte quelle persone che ogni giorno difendono chi non può farlo da solo».
Parole di riconoscenza arrivano anche per le forze dell’ordine, lodate per la rapidità e la professionalità con cui intervengono in situazioni spesso difficili e delicate. Resta però forte l’amarezza dei residenti, che chiedono una maggiore presenza sul territorio e interventi strutturali per restituire sicurezza e serenità a una zona strategica della città.
«Non si può avere paura di uscire e rientrare nella propria casa – conclude la lettrice – né dover spiegare a un bambino quello che succede ogni sera davanti al suo portone».






