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Home Latina

Video – Il treno che porta il peso di una valigia mai tornata a casa – Il treno del ricordo a Latina

Giulian by Giulian
22 Febbraio 2026
in Latina
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Video – Il treno che porta il peso di una valigia mai tornata a casa – Il treno del ricordo a Latina
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Un treno fermo al binario 1 di Latina Scalo. Non aspetta passeggeri, non ha un orario di partenza.
Dentro ci sono i vestiti di qualcuno che non è mai potuto tornare a casa. Le stoviglie di una cucina che non esiste più. Le fotografie di una famiglia che un giorno si è alzata, ha fatto le valigie — quelle che riescono a fare in fretta — e non ha più rivisto il proprio cortile.
Questo treno si chiama “Il Treno del Ricordo“. È alla sua terza edizione, attraversa l’Italia da Trieste a Siracusa, e si era fermato anche qui. A Latina. E il fatto che sia stato qui non è per caso.

video realizzato di Dario Valeri


Cinque cose da sapere prima di salire
① Non trasporta passeggeri, trasporta oggetti. Dentro le cinque carrozze c’è una mostra multimediale gratuita con filmati di repertorio, fotografie e — soprattutto — le masserizie originali degli esuli istriani, fiumani e dalmati. Oggetti veri, non riproduzioni. Provengono dal Magazzino 18 di Trieste, il deposito dove per decenni sono rimasti mobili, valigie e utensili di chi non poté tornare.
② Quest’anno c’è una carrozza che non guarda al passato. La quinta, novità 2026, è dedicata interamente ai giovani: ospita i lavori degli studenti del concorso nazionale “Il Giorno del Ricordo” e documenta i viaggi scolastici nei luoghi dell’esodo. Una memoria che non vuole restare museo.
③ La visita dura 25 minuti. Non di più. Un percorso a senso unico, a gruppi. Ma è il tipo di 25 minuti che poi ci pensi su.
④ Undici città in meno di tre settimane. Da Trieste a Siracusa, il treno ha attraversato l’Italia ricalcando simbolicamente la rotta degli esuli. Latina è la settima tappa.
⑤ Entrare è gratuito. Basta presentarsi in stazione.

Latina non è una tappa qualunque
Quando la sindaca Matilde Celentano ha detto che la presenza di Latina nel percorso “non è casuale”, stava dicendo una cosa precisa.
Tra il 1947 e il 1948, quando l’Istria, Fiume e la Dalmazia stavano diventando jugoslave, migliaia di italiani lasciarono tutto. Molti finirono nei campi profughi. Molti altri arrivarono in città come Latina — una città nuova, fondata solo nel 1932, che aveva ancora spazio e forse, per questo, anche meno pregiudizi.
Latina li accolse. Non tutti lo sanno. Forse neanche tutti i latinensi.
Sono passate quasi ottant’anni. Alcuni di quei profughi hanno messo radici, hanno aperto negozi, hanno avuto figli che oggi vivono qui e magari non conoscono questa parte della storia della loro famiglia. O della loro città.

Cosa scoprirai dentro, la storia ti parla
Il percorso si sviluppa in cinque sezioni: Italianità, Esodo, Viaggio del dolore, Ricordi di una vita, Memoria raccolta. Una voce narrante accompagna il visitatore tra pannelli, video e quegli oggetti del Magazzino 18 — un mestolo, una sedia, una valigia con sopra scritto un nome — che valgono più di qualsiasi spiegazione.
Le foibe furono inghiottiture carsiche nel Carso e nell’Istria dove, tra il 1943 e il 1945, partigiani titini gettarono migliaia di italiani. Le stime storiche parlano di cifre tra i 5.000 e i 15.000 morti. L’esodo che seguì coinvolse tra 250.000 e 350.000 persone. Per decenni questa pagina rimase ai margini della memoria pubblica italiana, schiacciata tra la Guerra Fredda e le appartenenze politiche del dopoguerra. Solo nel 2004 il Parlamento ha istituito il Giorno del Ricordo, il 10 febbraio.

Lo sapevi?
Il Magazzino 18 di Trieste è un deposito portuale dove sono custoditi i mobili e gli oggetti degli esuli che non potevano portarli via. Per decenni nessuno sapeva cosa farne. Simone Cristicchi ne ha fatto uno spettacolo teatrale nel 2013 che ha girato tutta Italia. Se non lo conosci, cercalo — si capisce molto di questa storia in un’ora di teatro.

Le voci
“Il fatto che Latina sia stata inserita nel percorso non è casuale. La nostra comunità ha accolto, tra il 1947 e il 1948, i profughi giuliano-dalmati con il loro carico di immenso dolore.” — Matilde Celentano, sindaca di Latina
“Per il terzo anno consecutivo abbiamo promosso viaggi dedicati alle scuole medie nei luoghi del confine orientale. Accoglieremo il treno con la consapevolezza che questo dramma debba essere ricordato nella giusta dimensione anche tra i banchi di scuola.” — Francesca Tesone, assessora alla Pubblica Istruzione

Qui riproponiamo il video ed il racconto di Emilio Andreoli in cui racconta la storia degli istriani attraverso le parole di Ottavio Sicconi

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