La costa di Latina sta vivendo una delle fasi più critiche degli ultimi anni. Da Foce Verde a Rio Martino, lungo circa dieci chilometri di litorale, l’arenile si è drasticamente ridotto dopo le ultime mareggiate. In diversi punti la sabbia è quasi scomparsa e il mare ha raggiunto strutture che fino a poche settimane fa si trovavano a distanza di sicurezza.
Nel tratto urbanizzato fino a Capoportiere, molti stabilimenti balneari sono in difficoltà: palafitte circondate dall’acqua, cabine danneggiate, basi erose. Gli operatori parlano di un abbassamento evidente del livello della spiaggia rispetto alla scorsa estate e temono nuovi crolli in caso di altre mareggiate.
La situazione non è migliore nel tratto più naturale, quello delle dune e dei chioschi, che ricade nel Parco Nazionale del Circeo. Qui il mare è tornato a erodere direttamente la duna costiera, fondamentale per proteggere i laghi retrostanti. Se questa barriera naturale dovesse cedere, il rischio sarebbe un’alterazione profonda dell’equilibrio ambientale dell’intera area.
L’amministrazione comunale propone la realizzazione di dieci pennelli di scogliera per contrastare l’erosione. Un intervento che, secondo il WWF e altri enti, potrebbe però difendere solo alcuni tratti, spostando il problema verso le zone non protette.
La questione non riguarda più solo la stagione balneare o le attività economiche. È l’intera costa pontina a essere fragile. Servono scelte rapide, ma soprattutto soluzioni condivise e capaci di tutelare insieme lavoro e ambiente.






