Aule fredde, termosifoni rotti e disagi che vanno avanti da mesi. È questa la situazione denunciata da numerosi studenti delle scuole superiori di Latina, in particolare dell’istituto Vittorio Veneto Salvemini, dove il problema del riscaldamento sembra ormai diventato normalità.
Secondo le segnalazioni arrivate alla nostra redazione, dopo una breve settimana in cui i termosifoni avevano ripreso a funzionare, la situazione è nuovamente precipitata. «Siamo tornati oggi con la caldaia in blocco e termosifoni gocciolanti», raccontano gli studenti. Un disagio che si somma a una lunga serie di problemi mai risolti definitivamente.
C’è chi parla senza mezzi termini di una scuola trasformata in un “Polo Nord”. «Non è più una scuola, è una prova di sopravvivenza», scrivono gli studenti, denunciando mesi di gelo costante nelle aule. Le lezioni si svolgono con giubbotti, sciarpe e persino coperte, mentre le promesse di interventi immediati si sarebbero dissolte nel nulla.
Tra i punti più contestati, anche la gestione della comunicazione: «Ci dicono che il tecnico sta arrivando, che è quasi fatta. Ma intanto noi continuiamo a tremare sui banchi». Una situazione che alimenta frustrazione e rabbia.
«Noi dell’istituto non possiamo scioperare ogni volta se non veniamo ascoltati davvero», spiegano ancora. La richiesta è una sola: risposte concrete, interventi strutturali e una soluzione definitiva a un problema che incide direttamente sul diritto allo studio e sulla salute degli studenti.
La pazienza, assicurano, è ormai finita. Ora la palla passa alle istituzioni competenti, chiamate a intervenire per restituire condizioni dignitose a chi ogni giorno vive la scuola non come dovrebbe essere: un luogo di crescita, non di resistenza al freddo.






