Mentre l’inverno avanza e le temperature si abbassano rapidamente, il tema del riscaldamento nelle scuole torna al centro dell’attenzione pubblica. In provincia, da Sezze a Latina, emergono situazioni critiche che mostrano un problema diffuso: edifici scolastici non adeguatamente riscaldati e interventi tecnici che tardano ad arrivare.
Sezze: ordinanza di chiusura per tre giorni
Nel Comune di Sezze, l’amministrazione ha scelto una strada netta per tutelare gli alunni. Con l’ordinanza sindacale n. 22 del 24 novembre 2025, è stata disposta la chiusura del plesso scolastico di Via Piagge Marine n. 8 dal 25 al 27 novembre, a causa del mancato completamento dei lavori di sostituzione dell’impianto termico.
Il Responsabile del Settore V – Servizi al Territorio ha confermato che l’impianto, ancora non ultimato, non può essere avviato e che i tecnici necessitano di almeno 72 ore per concludere l’intervento. Una circostanza che rende impossibile garantire ambienti riscaldati, costringendo dunque alla sospensione temporanea di tutte le attività, didattiche ed extrascolastiche.
Latina: la De Amicis al gelo, ma non è l’unica scuola in difficoltà
A Latina, invece, il problema emerge ancora una volta dal basso, attraverso le segnalazioni dei genitori. Una lettrice ha denunciato il mancato funzionamento del riscaldamento nella scuola De Amicis, parte del complesso Giovanni Cena.
La situazione, racconta, non è nuova: già lo scorso anno gli alunni erano stati costretti a seguire le lezioni con il giubbotto per settimane. Anche quest’anno, nonostante un primo intervento tecnico che sembrava aver risolto il guasto, i termosifoni si sono spenti di nuovo dopo poco tempo.
La cittadina lamenta un continuo rimpallo burocratico — “mandate una mail”, “fate una richiesta”, “bisogna aspettare” — mentre a rimanere al freddo sono i bambini.
Ma il caso della De Amicis non è isolato:
secondo ulteriori segnalazioni arrivate da genitori e personale scolastico, il problema dei termosifoni malfunzionanti riguarda anche altri istituti del capoluogo. Diverse scuole stanno registrando ritardi nell’accensione degli impianti, guasti intermittenti o difficoltà tecniche che impediscono il raggiungimento di temperature adeguate nelle aule.
Un fenomeno che sembra ripetersi ogni anno, segno di una manutenzione strutturale che necessita di interventi più profondi e programmati.
Mentre a Sezze si è intervenuti con un provvedimento formale e immediato, a Latina emerge un quadro più frammentato e stratificato, fatto di segnalazioni ripetute e soluzioni temporanee che non sempre risultano risolutive.
Ciò che accomuna entrambe le città, però, è la fragilità degli edifici scolastici e la difficoltà nel garantire condizioni di comfort e sicurezza minime durante i mesi più freddi.
Il paradosso sottolineato dalla lettrice — scuole fredde e città illuminate per le festività — riaccende il dibattito su una domanda fondamentale:
le scuole e i loro studenti sono davvero una priorità nelle scelte amministrative?
Finché i termosifoni continueranno a guastarsi proprio nei periodi più critici, la risposta resterà inevitabilmente aperta.






