Continuano senza sosta a Latina le operazioni di ripristino e messa in sicurezza dopo l’alluvione che nella notte tra martedì e mercoledì ha devastato il capoluogo pontino. Superata la prima fase d’emergenza, l’attenzione resta altissima nelle aree maggiormente colpite, con un dispiegamento imponente di forze sul campo.
Come noto, la situazione più drammatica continua a registrarsi nella zona del Piccarello, dove l’ondata eccezionale di pioggia ha sommerso intere strade, abitazioni, locali commerciali ed edifici pubblici. Tra gli episodi più impressionanti dell’evento, che hanno fatto rapidamente il giro della città, resta la drammatica scena verificatasi in centro dove, a causa dell’allagamento di un’agenzia funebre, alcune bare sono state trascinate all’esterno galleggiando nel fiume d’acqua creatosi in strada.
Fin dalle prime ore di ieri mattina si è attivata una straordinaria macchina della solidarietà per sostenere la popolazione colpita. Una colonna di soccorsi è giunta nel capoluogo dai Castelli Romani e dal litorale romano: decine di volontari delle Protezioni Civili comunali di Albano, Genzano, Lanuvio, Velletri, Airone Ardea e del gruppo “Le Aquile” di Anzio, affiancati da numerose altre associazioni locali, stanno operando sul posto fianco a fianco con i Vigili del Fuoco e le forze dell’ordine.
Gli operatori, dotati di potenti idrovore, pompe aspiratrici e attrezzature da prosciugamento, lavorano ininterrottamente per svuotare scantinati, alloggi e stabili ancora invasi dall’acqua e dal fango. Le operazioni di bonifica e assistenza ai cittadini proseguiranno anche nelle prossime ore fino al completo ripristino delle condizioni di sicurezza.
Mentre l’assessore alla Protezione Civile Gianluca Di Cocco sottolinea come la gestione proceda ora con i sopralluoghi sul territorio, il Sindaco Matilde Celentano e la giunta stanno completando la stima dei danni. L’obiettivo dell’amministrazione è formalizzare a breve alla Regione Lazio la richiesta dello stato di calamità naturale, un passaggio formale fondamentale per permettere a cittadini e attività colpite di accedere ai futuri indennizzi.
Il volto dell’emergenza: la storia del negozio Baby Replay
Oltre alle infrastrutture, l’alluvione ha colpito duramente le famiglie e il tessuto economico locale. Un caso emblematico della disperazione dei piccoli commercianti è quello del negozio dell’usato per bambini Baby Replay, in via Taro. I titolari hanno lanciato un accorato appello sui social dopo che l’acqua ha superato un metro d’altezza all’interno del locale:
«L’acqua è entrata con forza superando il metro d’altezza. Siamo riusciti a salvare la merce sugli scaffali più alti, ma tutto ciò che si trovava in basso è andato distrutto. Questo negozio è il nostro unico lavoro e la nostra unica fonte di sostentamento. Non abbiamo un’assicurazione per i disastri naturali e ora siamo a chiusura forzata. Chiediamo un piccolo aiuto per coprire le spese di sopravvivenza della nostra famiglia, ripulire il locale e poter riaprire prima possibile».
Una testimonianza che racconta il dramma di tante piccole attività prive di coperture assicurative per eventi catastrofici e che ora si affidano alla solidarietà della comunità e agli aiuti delle istituzioni.
Il dramma nelle periferie: appartamenti sommersi e famiglie che hanno perso tutto
Tra i risvolti più drammatici del nubifragio c’è sicuramente anche il dramma umano ed economico consumatosi nelle periferie e nelle campagne a ridosso di corsi d’acqua e canali. La furia improvvisa dei torrenti tracimati ha sorpreso decine di famiglie, invadendo in pochi minuti appartamenti al piano terra e seminterrati. In molti si sono ritrovati all’improvviso prigionieri del fango, vedendo distrutti mobili, elettrodomestici, beni primari e ricordi di una vita. Un vero e proprio incubo per chi si è risvegliato con la propria casa devastata e privo ormai di tutto.
L’urlo dei residenti al Lido: «Ancora al buio e bloccati dall’acqua, servono soccorsi»
Nonostante l’intenso lavoro della macchina dei soccorsi, sul territorio restano ancora diverse situazioni critiche del tutto irrisolte, drammaticamente testimoniate dalle continue segnalazioni che giungono alla nostra redazione. Il quadro appare particolarmente grave nella zona del Lido di Latina. Tra via Capri e via Capraia molte famiglie, tra cui diversi anziani, si trovano allagate e completamente prive di corrente elettrica fin dalle prime ore della notte a causa dell’esondazione del canale. Dopo ben quindici ore di attesa e ripetute chiamate, sul posto è intervenuta una squadra dell’Enel che è stata però costretta ad allontanarsi senza poter operare, in attesa del supporto dei Vigili del Fuoco. Analogo isolamento si registra in strada Santo Stefano, dove lo straripamento del canale ha trasformato le vie d’accesso in veri e propri fiumi, bloccando interi condomini e rendendo impossibile per i residenti persino varcare il portone di casa.
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