La banda specializzata nei colpi ai danni della grande distribuzione torna a fare paura nel territorio pontino. Nel corso del fine settimana appena trascorso, i malviventi hanno messo a segno un raid dai contorni quasi chirurgici all’interno del punto vendita Conad di Borgo Sabotino. L’azione, studiata nei minimi dettagli, ha permesso ai ladri di sradicare la cassaforte del supermercato e sparire nel nulla insieme a un bottino particolarmente ingente, stimato nell’ordine di diverse decine di migliaia di euro.
L’incursione risale alla notte tra sabato e domenica. Secondo una prima ricostruzione svolta dagli investigatori della Polizia di Stato, la banda sarebbe riuscita a forzare l’ingresso principale della struttura tra la tarda serata e le prime ore della notte. Una volta all’interno, i soliti ignoti hanno potuto agire con totale calma e senza destare sospetti: hanno individuato la cassaforte, l’hanno smurata e caricata su un mezzo per poi darsi a una rapida fuga.
A rendere l’episodio ancora più inquietante è l’efficienza con cui i ladri sono riusciti a neutralizzare i sistemi di sicurezza. L’impianto anti-intrusione del Conad non avrebbe inviato alcun segnale d’allarme né alla centrale delle guardie giurate né alla Questura. Gli inquirenti ipotizzano infatti che la banda abbia impiegato apparecchiature ad alta tecnologia, come i dispositivi inhibitori di frequenza o jammer, capaci di accecare i sensori e bloccare le comunicazioni dei sistemi d’allarme.
La scoperta del colpo è avvenuta soltanto l’indomani mattina, all’arrivo dei primi dipendenti per l’apertura domenicale del punto vendita. Di fronte alla porta forzata e al vuoto lasciato dalla cassaforte, al personale non è rimasto che dare l’allarme. Sul posto sono giunti tempestivamente gli agenti della Squadra Volante per i primi accertamenti, seguiti poco dopo dagli specialisti della Polizia Scientifica. I tecnici hanno effettuato un rigoroso sopralluogo a caccia di impronte digitali, tracce biologiche e dettagli utili a identificare i componenti dell’organizzazione. Le indagini della Questura proseguono ora a ritmo serrato per ricostruire la via di fuga della banda e verificare l’eventuale presenza di immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza della zona.





