Una grave e inquietante incursione notturna ha colpito la sede dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Latina, situata al terzo piano del complesso del Palazzo di Vetro in viale Pierluigi Nervi. Tra la notte e le prime ore del mattino, ignoti si sono introdotti nella struttura devastando i locali, divellendo arredi e indicazioni di sicurezza, svuotando estintori e lasciando scritte con la vernice rossa sulle pareti. La amara scoperta è avvenuta all’arrivo dei primi dipendenti, che hanno immediatamente allertato le forze dell’ordine.
Gli investigatori della Squadra Volante e della Polizia Scientifica sono intervenuti per eseguire i rilievi, raccogliere tracce e ricostruire la dinamica dell’accesso. Poiché la porta d’ingresso principale non presentava segni di effrazione, si ipotizza che i malviventi siano entrati durante l’orario di apertura per poi nascondersi nelle aree dismesse dell’edificio. Gli uffici dell’Ispettorato si trovano infatti al terzo piano, mentre i due piani sottostanti, un tempo occupati dall’Inpdap, versano in stato di abbandono pur rimanendo facilmente accessibili a chiunque.
L’androne delle scale è stato imbrattato con la vernice rossa: sulle pareti erano ben visibili la parola “vattene” al primo piano, la parola “aiuto” al secondo piano e il disegno di una stella a cinque punte all’interno di un cerchio appena accennato, simbolo riconducibile alle Brigate Rosse. Inoltre, i responsabili hanno prelevato due estintori dal terzo piano e li hanno svuotati lungo i corridoi e nelle stanze abbandonate del primo piano.
La natura dell’atto appare fin da subito intimidatoria e mirata. Gli investigatori escludono la pista del furto, dato che i computer e le altre attrezzature da ufficio di valore non sono stati toccati. Non si scarta deltutto l’ipotesi di una bravata vandalica, ma il sospetto principale risiede in un’azione pianificata contro l’operato dell’organismo che tutela i diritti dei lavoratori, nel quale operano anche i carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro. Un episodio che mette a nudo la vulnerabilità della struttura e mina la serenità degli ispettori, già abituati a svolgere la propria attività in un clima di forte tensione durante i controlli aziendali e le conciliazioni contro lo sfruttamento lavorativo.





