A due settimane dall’invio formale di una PEC indirizzata al sindaco Matilde Celentano, all’assessore ai Lavori Pubblici Massimiliano Carnevale e ai capigruppo consiliari, dal Comune di Latina non è arrivata alcuna risposta ufficiale. Al centro della vicenda ci sono i chiusini storici in ghisa con la scritta “Littoria”, rimossi dai “Giardinetti” durante i lavori di riqualificazione e finiti al centro di un vero e proprio caso politico e culturale.
La richiesta avanzata dall’Associazione Tor Tre Ponti era circoscritta e orientata alla massima collaborazione: conoscere il luogo di custodia dei manufatti, verificarne lo stato di conservazione e poter effettuare un sopralluogo diretto. Il perdurare del silenzio da parte dell’Amministrazione ha tuttavia alimentato il malcontento, trasformando la questione in un simbolo di una più ampia criticità nella gestione della cultura e della memoria cittadina.
«Siamo sinceramente dispiaciuti per questo silenzio – dichiara Emanuele Bonaldo, presidente dell’Associazione Culturale –. Avevamo scelto di rivolgerci formalmente alle istituzioni proprio per evitare polemiche e cercare un confronto serio e costruttivo. Non comprendiamo le ragioni per cui, dopo due settimane, non sia ancora arrivata una risposta».
Un “giallo pontino” tra incuria e polemiche
Sulla vicenda arriva anche l’intervento di Carlo Battaglia, che tratteggia un quadro sconfortante in cui l’assenza di comunicazioni ufficiali lascia spazio a una «nebbia assai fitta» sulla sorte dei manufatti storici. La mancanza di risposte certe alimenta indiscrezioni e voci legate al collezionismo privato, comprese le segnalazioni sulla presunta comparsa di un chiusino alla fiera di militaria di Bologna. Si tratta di un episodio che colloca la sparizione dei tombini in una più ampia disattenzione verso il patrimonio materiale e la memoria del territorio.
Il punto centrale della sua analisi evidenzia un profondo paradosso politico: se nei decenni precedenti molte scelte amministrative sono state percepite come guidate da una prolungata damnatio memoriae, l’insediamento dell’attuale giunta di destra aveva ingenerato l’aspettativa di un riequilibrio e di una valorizzazione del passato di fondazione. Al contrario, l’Amministrazione viene accusata di muoversi in continuità con lo stravolgimento della memoria collettiva, attraverso interventi ritenuti più vicini a una furia iconoclasta che alla tutela di una base storica comune. Un atteggiamento che finisce per alimentare la contestazione anche all’interno del proprio bacino di riferimento.
Questo quadro si inserisce in un vuoto di gestione culturale aggravato dalla mancanza di un Assessore alla Cultura. Un’assenza che si riflette su altre ferite aperte della città, come la chiusura a tempo indeterminato della Pinacoteca comunale, lo stravolgimento della funzione originaria del Garage Ruspi e una pervasiva incuria nella manutenzione ordinaria. L’intervento si conclude definendo la critica come un pungolo sereno ma necessario, fondato sulla convinzione che la storia di Latina appartenga a tutti i cittadini e non debba mai essere piegata a logiche elettorali.
Per l’Associazione Tor Tre Ponti, tuttavia, la questione va svincolata dalle contrapposizioni ideologiche: «Latina ha bisogno di risposte serie e proposte concrete sulla tutela della propria storia – sottolinea Bonaldo –. Non chiediamo che la storia venga utilizzata per alimentare contrapposizioni. Chiediamo che venga conosciuta, documentata e conservata».
Lo sguardo al centenario: serve una strategia permanente
La vicenda dei chiusini dei Giardini Pubblici solleva un interrogativo strutturale su come Latina intenda tutelare il proprio patrimonio storico in vista del imminente centenario della fondazione. Secondo l’associazione non è più sufficiente affidare la conservazione della memoria alla buona volontà dei privati o alla passione del volontariato locale.
La proposta lanciata guarda alla creazione di un sistema strutturato che metta in rete Amministrazione comunale, studiosi, archivi e associazioni territoriali. L’obiettivo è trasformare le celebrazioni del centenario in un’occasione per costruire politiche stabili di salvaguardia di documenti, fotografie, manufatti e testimonianze dell’Agro Pontino.
Nel frattempo, l’associazione rinnova l’appello all’esecutivo comunale affinché si faccia chiarezza sull’episodio, ristabilendo un canale di dialogo trasparente con la cittadinanza. Il confronto, ribadiscono da Tor Tre Ponti, resta l’unica via per trasformare un potenziale conflitto in un’opportunità di crescita condivisa per la comunità di Latina.








